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La rassegna della letteratura riguardante il problema dell'accesso alle ICT e le persone della fascia d'età compresa tra i 35 e 65, in modo particolare quelle con minorazione visiva, non offre un quadro ricco di contributi. Emerge invece la necessità di approfondimenti, al fine di ottenere elementi utili per gli obiettivi specifici fissati dal progetto EATT. Sono stati raccolti elementi che descrivono meglio lo scenario italiano, nel quale si intende di realizzare gli obiettivi prefissati.
Lo scenario descritto riguarda l'aspetto demografico e le possibilità di accedere e di utilizzare le offerte formative, con particolare riguardo alle persone minorate della vista.
La politica dell'istruzione e della formazione, con riferimento alle ICT, viene approfondita nell'ottica sia europea, sia italiana.
La restrizione della rassegna della letteratura alle problematiche specifiche delle persone tra 35 e 65 anni non sempre è possibile, in quanto molti dati statistici si riferiscono ad un gruppo diverso da quello indicato.
Tutte le informazioni relative alle persone minorate della vista provengono da fonte dell'Unione Italiana Ciechi o dell'I.Ri.Fo.R.
In Italia le persone della fascia d'età compresa tra 35 e 65 anni sono quasi il 40% della popolazione, con leggera prevalenza del sesso femminile (Roncati, Cicchetti, 2001, p.3), mentre la percentuale dei 370.000 minorati della vista della stessa fascia d'età è solo il 27%. Molto più elevata è la fascia dei minorati della vista sopra i 65 anni (65% rispetto al 18% della popolazione normovedente) e particolarmente inferiore è quella sotto i 35 anni: 8% rispetto al 42% della popolazione normovedente (I.Ri.Fo.R., 1995).
In Italia vi sono due categorie di disabili visivi: ciechi e ipovedenti (vedi Legge 946/67 e Legge 3/4/2001 n. 138, la quale fa riferimento anche al campo visivo, oltre che alla acuità visiva.
La letteratura inerente all'istruzione e alla formazione delle persone senza disabilità si riferisce quasi esclusivamente alla fascia di persone inferiori a 35 anni, anche quella specifica ai minorati della vista. Emerge una assoluta necessità di approfondimento dell'istruzione e della formazione lungo tutto l'arco della vita del 92% dei minorati della vista di età superiore ai 35 anni. Ciò anche perché le persone sopra i 65 anni di età con disabilità visiva hanno avuto minori opportunità di istruzione e formazione professionale a causa delle difficoltà generali del Paese negli anni immediatamente successivi alla seconda guerra mondiale.
A fronte dei numerosi progetti intesi a promuovere l'innovazione e lo sviluppo della Società dell'Informazione avviati a partire dal 1996 dai diversi Ministeri, era forte l'esigenza di un'azione di coordinamento e di costruzione di un progetto di carattere generale, unitario e organico. Per il raggiungimento di queste finalità il decreto D.P.C.M. 5 febbraio 1999, nel quale si afferma che "il Governo ritiene lo sviluppo della Società dell'Informazione un obiettivo fondamentale della propria azione", ha istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri tre strutture: il Comitato dei Ministri, il Gruppo di studio e di lavoro interministeriale e il Forum per la Società dell'Informazione. Nel Decreto
Al Comitato dei Ministri è stato attribuito il compito di assicurare l'impulso alle attività di Governo e il coordinamento delle azioni delle diverse amministrazioni, tenendo conto dei lavori e delle proposte del Forum. Ha, inoltre, il compito di approvare il Piano di Azione per la Società dell'Informazione e di individuare gli strumenti attuativi del Piano stesso.
Il Gruppo di studio e di lavoro interministeriale , composto da rappresentanti di ciascuna delle amministrazioni competenti, ha la funzione di assicurare al Comitato dei Ministri il necessario supporto tecnico, di collaborare alle attività del Forum e di promuovere la creazione di gruppi di lavoro, anche su base territoriale. Coordina, inoltre, i contributi dei Ministeri al Piano di Azione e alla legge finanziaria.
Il Forum per la Società dell'Informazione - inserito nel Dipartimento Affari Economici della Presidenza del Consiglio dei Ministri - è presieduto dal Presidente del Consiglio dei Ministri ed è stato concepito come una sede di lavoro aperta alle istituzioni pubbliche (anche territoriali), alle imprese, ai sindacati, alle università e alle istituzioni della ricerca, alle associazioni e ai cittadini, agli altri soggetti interessati.
Il Forum per la Società dell'Informazione è un ufficio di supporto all'esercizio da parte del Presidente del Consiglio delle funzioni di promozione e coordinamento delle politiche pubbliche nel settore delle ICT (Information Communication Technologies), considerato strategico dal programma degli ultimi Governi.
Il recente D.P.C.M. 4 agosto 2000 istituisce l'Ufficio per l'innovazione tecnologica operante nell'ambito del Dipartimento per gli affari economici (art. 12, comma 3), al fine di assicurare con carattere di continuità lo svolgimento dei compiti di supporto alle funzioni presidenziali di coordinamento ed indirizzo nel settore della Società dell'Informazione,
In coerenza con l'iniziativa eEurope 2002 (Fiera 19-20 Giugno) il Governo italiano ha varato il Piano di Azione per la Società dell'Informazione. Le aree d'intervento riguardano: capitale umano (formazione, istruzione, ricerca, sviluppo), e-government , e-commerce e infrastrutture, Il Piano si propone di facilitare e accelerare questo processo attraverso diverse azioni, anche mediante le politiche di formazione e inclusione.
Il Forum per la Società dell'Informazione (2000) ha elaborato un importante rapporto: "e-Italia - Un progetto per l'Italia e l'Europa, un contributo per la comunità internazionale" , che illustra in forma approfondita il contesto in cui si svolgerà il Piano di Azione.
Il documento governativo "E-Italia, un progetto per l'Italia e l'Europa". Un contributo alla comunità internazionale (rapporto sul Forum della Società dell'Informazione, FSI, 2000). Esso vuole porsi come un quadro di riferimento per le scelte politiche e per le azioni che ne derivano. Gli autori del rapporto si sono avvalsi della consulenza di svariate organizzazioni e di individui singoli. Il rapporto vuole anche contribuire alla ridefinizione del ruolo del Governo e del Pubblico in generale.
Nei documenti e piani esposti sulla società dell'informazione forti sono i riferimenti ai giovani e alle aree del sud d'Italia, come punti di particolare interesse. Meno evidente sono i riferimenti alle persone adulte, anziane e le persone con disabilità.
Notevoli sono i contributi europei che introducono o approfondiscono il concetto del "Life-long Learning". Pur trovando il pieno sostegno politico dei singoli stati membri, incluso quello italiano, il concetto e le iniziative dell'apprendimento lungo tutto l'arco della vita non trovano il giusto appoggio ed orientamento europeo nel trattato di Maastricht. Nei 367 articoli di Maastricht non ricorre mai il termine scuola e debole è anche la presenza di termini quali istruzione, cultura, formazione, utilizzati non in rapporto ad una politica comunitaria ma solo in relazione ai contributi previsti per la promozione di specifiche attività. Ricorrono invece innumerevoli volte i termini moneta, banca e, soprattutto, mercato (Mortellaro I.D. 1999). L'introduzione delle ICT nella società non può essere considerato solo un aspetto di mercato, ma rappresenta soprattutto un aspetto di cultura, che necessità di adeguate risporse per essere sviluppata e promossa.
È la richiesta sempre più pressante della società attuale di livelli sempre più alti di conoscenza e di competenza relazionale (capacità di relazionarsi con le cose e con gli altri) che obbliga gli Stati, non solo quello italiano, a fronteggiare il compito di innalzare i livelli quantitativi della scolarità.
Secondo l'ex Ministro dell'Istruzione, Tulio De Mauro (1999), tale compito richiama il problema della dispersione scolastica e sottolinea come non possa essere considerato raggiunto l'obiettivo della generalizzazione dell'istruzione di base se metà della popolazione italiana adulta, oggi, non ha conseguito la licenza dell'obbligo. Metà della popolazione italiana adulta che, trovandosi di fatto a livelli di sostanziale analfabetismo, non è in grado di partecipare in modo attivo alla vita sociale, e tanto meno alla società dell'informazione tecnologica..
Per consentire a questa metà della popolazione italiana di contribuire allo sviluppo della nostra società, secondo il Ministro è urgente sviluppare iniziative di educazione ricorrente e permanente. Il progetto EATT si configura come iniziativa di educazione permanente, anche per le persone che stanno raggiungendo la terza età.
il concetto di terza età ha assunto contorni ben definiti in Europa; esso considera svariate attività, si estende per l'arco della intera esistenza, dà spazio al concetto della prevenzione, prende in considerazione sia i diritti che gli obblighi, dà spazio alla partecipazione e rispetta le diversità nazionali e locali. Nel corso della conferenza sulla terza età attiva (Walker 1999), sottolinea il peso determinante che assumono le scelte politiche ai fini di una evoluzione positiva o negativa del processo di invecchiamento di una nazione. Quando si parla di invecchiamento attivo, assume un posto di rilievo la tematica dei diritti e degli obblighi, quindi il diritto alla protezione sociale, all'educazionee alla formazione permanente; d'altro lato però dà moltospazio all'impegno a trarre beneficio dalle opportunità educative e formative, e l'impegno a mantenersi in attività. Il quadro normativo italiano, rispetto al diritto delle persone disabili visive all'educazione ed alla formazione è tra le più dettagliate tra quelle dei partners del progetto EATT (EPS,1999).
Il diritto non produce automaticamente l'uguaglianza. I dati della seguente tabella evidenziano una differenza per quanto concerne il titolo di studi tra la popolazione in generale e la popolazione minorata della vista. La differenza potrebbe essere in relazione con l'offerta formativa e le modalità, con le quali la popolazione minorata della vista trae vantaggi dal processo di istruzione e formazione.
| In generale | Minorati della vista | |
|---|---|---|
| Licenza elementare/ nessun titolo | 41.30% | 83% |
| Scuola media inferiore | 28.70% | 13% |
| Scuola secondaria | 24.20% | 4% |
| Laurea | 5.20% | 0.50% |
Source:Istat 2000, I.Ri.Fo.R. 1997
Va evidenziato che i dati esposti non sono direttamente paragonabile, in quanto la grande maggioranza dei minorati della vista sono persone anziane, che nei tempi posti bellici non hanno avuto opportunità di una adeguata istruzione scolastica. Si può però presumere che le persone minorate della vista nella fascia d'età tra 35 e 65 anni possano avere un livello di istruzione tendenzialmente inferiore rispetto alla fascia equivalente dei normodotati.
La percentuale di persone con disabilità visiva con un basso livello di istruzione è più elevato in Italia Meridionale (con picchi fino al 90%), e nelle isole (Sicilia e Sardegna). E risulta maggiore nelle donne rispetto agli uomini (Drydon, Garner, Tillsley, p.43).
Al fine di sviluppare un corso introduttivo alle ICT e di adattare i contenuti e le metodologie alle esigenze dei potenziali partecipanti è necessario prendere in considerazione il livello di istruzione del target di riferimento.
La chiarezza e semplicità della metodologia formativa utilizzata nei corsi per le ICT deve incrementare con l'aumento dell'età dei corsisti e in presenza associata di una disabilità visiva. Per quanto concerne la formazione tecnologia delle persone della fascia d'età indicata presso i centri mainstream, essa richiede con l'aumento dell'età dei corsisti docenti maggiormente preparati sul versante metodologico e didattico e meno tecnologico.
l'Italia riduce il digital divide che la separa dai paesi più sviluppati. La ricerca dell'Osservatorio Internet dell'I-Lab, Università Bocconi di Milano, sulla diffusione delle tecnologie digitali pone l'Italia al penultimo posto davanti alla Spagna, sullo stesso livello della Francia, ma ancora distante dalla Germania, Norvegia, Regno Unito, Svezia e Finlandia, gli Stati Uniti e il Giappone. La crescita italiana è data soprattutto dalla forte diffusione della telefonia mobile, mentre altri aspetti come per esempio la cablatura a larga banda rimangono insoddisfacenti (Università Bocconi, 2001). Nel 1999 il 63% degli italiani possiedono un videoregistratore, il 48% un telefono mobile e il 23% un personal computer (Roncati, Cicchetti, 2001, p.8).
Si allargano, invece, le distanze tra le varie aree geografiche dell'Italia, con il Nordovest in continua crescita e il Sud ancora fermo su livelli molto bassi. Nel centro nord il 25,4% possiede un PC in confronto al 19,0% del sud (Roncati, Cicchetti, 2001, p.8).
Rispetto ad Internet si assesta il numero degli utenti (12 milioni gli utilizzatori al di sopra dei 14 anni) e i loro comportamenti si fanno più sistematici e meno occasionali: quelli che utilizzano Internet almeno una volta la settimana sono in crescita del 46%. Il 69% degli intervistati dichiara di collegarsi da casa.
Risulta piuttosto diffusa la ricerca di informazioni in rete prima dell'acquisto tradizionale, un atteggiamento definito di e-shopping, che interessa quasi il 27% degli utenti, mentre solo il 12% dei navigatori dichiara di acquistare merci on line (l'e-commerce vero e proprio) e, di questi, solo 2,4% lo fa spesso. Non sono purtroppo disponibili dati specifici che riguardano il comportamento delle persone della fascia d'età tra 35 e 65 anni, ne tanto meno quello delle persone con disabilità.
In Italia esiste una elevata attenzione verso l'utilizzo delle ICT, come facilitatore dell'integrazione scolastica. Ne conseguono una ampia bibliografia e documentazione inerente all'utilizzo delle ICT, alle metodologie e didattiche specifiche dell'ambito scolastico e dell'integrazione. Le conoscenze riguardano però una parte particolarmente piccola del gruppo dei minorati della vista (8%), mentre per il restante 92% dei minorati della vista non sono disponibili in Italia dati relativi all'utilizzo delle ICT, delle loro opinioni sulle nuove tecnologie e sulle metodologie formative specifiche.
Dati europei sulle tecnologie e sull'internet nell'ambito dell'istruzione scolastica vengono forniti da una recente pubblicazione della Commissione Europea (2001). La ricerca non fornisce dati relativi all'apprendimento e alla formazione delle persone tra i 35 ed i 65 anni, ma possono essere estrapolate comunque informazioni di utilità per il progetto EATT, in modo particolare per l'aspetto dell'insegnamento.
L'età dell' 80% degli insegnanti europei è compresa tra 35 e 65 anni (CE, 2001, p. 29), la fascia d'età di riferimento del progetto EATT. L'insegnante può essere utilizzatore delle ICT, formatore e anche persona con minorazione visiva. In Italia il 9% dei minorati della vista occupati sono insegnanti (I.Ri.Fo.R. 1999).
La maggior parte degli insegnanti in Europa (71%) ormai usano il computer, ma vi sono notevoli discrepanze tra i vari Paesi del consorzio EATT; si possono osservare infatti le seguenti differenze, tra l'uso del computer on-line e off-line (CE, 2001, p. 14).
| DK | F | IRL | I | UK | |
|---|---|---|---|---|---|
| Off-line | 88% | 76% | 97% | 65% | 100% |
| On-line | 69% | 28% | 82% | 27% | 56% |
Il progetto EATT prevede lo sviluppo di un modello di corsi formativo introduttivo per persone con minorazione visiva. Il modello formativo deve tenere presente non solo le differenze tra i paesi nell'utilizzo delle ICT, ma anche la diversità dello sviluppo della cultura tecnologica, connesso all'utilizzo. Sarà necessario, in modo particolare per i momenti di sensibilizzazione e di diffusione della specifica offerta formativa, sviluppare approcci diversificati per la Francia e per l'Italia, soprattutto per la promozione dell'accesso e dell'utilizzo di internet, al fine di colmare le discrepanze tra l'utilizzo off-line e on-line.
Il fattore età assume una importanza determinante ai fini della familiarizzazione con il computer e con internet. La percentuale degli insegnanti che utilizzano il computer off-line diminuisce con l'aumentare dell'età: si va dal 75% per la fascia 20-29, al 60% per gli ultracinquantenni. Lo stesso vale per Internet, che precipita di un quarto, passando dal 44% al 33% (CE, 2001, p. 15).
Dall'indagine emerge che l'età è un fattore discriminante rispetto all'utilizzo del PC e di internet per il target degli insegnanti. È pensabile che lo sia anche per la popolazione in generale, nonché per quella specifica dei minorati della vista. Tale dato giustifica la scelta degli obiettivi del progetto EATT.
Un altro fattore decisivo, rispetto al modo in cui gli insegnanti utilizzano il computer, è l'elemento sesso. Per quanto riguarda l'uso del computer off-line, non si registrano grosse differenze: 69% e 62% rispettivamente, mentre diventa rilevante nel caso di Internet (rispettivamente 44% e 31%).
La differenza di sesso deve essere presa in considerazione nella stesura sia nei momenti di sensibilizzazione verso le ICT, sia nei contenuti dei programmi formativi, che dovrebbero stimolare anche le specifiche interessi dei diversi sessi.
Più della metà degli insegnanti europei ha ricevuto una preparazione all'uso del computer, mentre più di un terzo ha ricevuto una preparazione per l'uso di Internet. Vi è quindi spazio per migliorare la situazione, dal momento che il 45% degli insegnanti europei non hanno alcuna preparazione informatica. (CE, 2001, p. 17). Anche sotto questo aspetto esistono differenze tra Paese e Paese, tra quelli che fanno parte del consorzio EATT.
È ipotizzabile che le differenze tra gli stati rispetto alla formazione degli insegnanti possano essere trasferite all'ambito della formazione continua rivolta agli adulti ed anche a quella, rivolta alle persone con minorazione visiva.
Più della metà degli insegnanti europei ha ricevuto una preparazione all'uso del computer, mentre più di un terzo ha ricevuto una preparazione per l'uso di Internet. Vi è quindi spazio per migliorare la situazione, dal momento che il 45% degli insegnanti europei non hanno alcuna preparazione informatica. (CE, 2001, p. 17). Anche sotto questo aspetto esistono differenze tra Paese e Paese, tra quelli che fanno parte del consorzio EATT.
Gli insegnanti che utilizzano Internet con i loro allievi sembrano molto convinti della sua utilità. Sotto questo aspetto, tra gli insegnanti europei, abbiamo una media pari al 25% che utilizzano Internet; di questi il 52% ritengono che Internet sia utile, mentre il 46% ritiene che Internet sia utile in certe circostanze, e soltanto il 10% non ne vede l'utilità. Questi dati sono indipendenti dal livello di preparazione, dal sesso e dall'età, il che fa decisamente ritenere che l'atteggiamento positivo nei confronti di Internet è legato proprio alla pratica d'uso. Le differenze che si registrano sono correlate con la materia d'insegnamento. Non è affatto strano perciò che quelli più convinti insegnino materie contabili (59%); viceversa, quelli meno entusiasti insegnino scienze e materie umanistiche (rispettivamente 47% e 43%).
Il background professionale dell'operatore nell'ambito della rieducazione e della riabilitazione dei minorati della vista è spesso di tipo umanistico. Si presuppone da questa tipologia professionale, in base ai dati sopra indicati, un entusiasmo inferiore rispetto al personale tecnico specializzato. La maggiore formazione tecnologica di questi operatori nonché il maggiore utilizzo per la gestione della propria professione con il supporto delle ICT, potrebbe a lungo modificare direttamente il loro entusiasmo verso le ICT ed indirettamente la motivazione dei loro assistiti minorati della vista verso l'eventuale utilizzo del computer.
Dall'altra parte è indispensabile che il personale tecnico specializzato, tendenzialmente molto motivato verso le ICT, abbia ricevuto una adeguata formazione nell'ambito umanistico, al fine di comprendere lo scarso entusiasmo per le ICT da parte dei futuri partecipanti minorati della vista al corso introduttivo sulle ICT e di conoscere le metodologie per creare interesse.
Inoltre prevalgono opinioni positive in tutti gli Stati membri, sebbene vi siano differenze tra loro. In particolare si può osservare che quelli più entusiasti sono i Paesi con più basso livello di tecnologia e di utilizzo. Ad esempio, gli insegnanti più entusiasti di Internet sono i portoghesi (81%), Greci (77%) e Spagnoli (66%). Una spiegazione possibile è che potrebbe essere che si tratta di proseliti di Internet, che operano in un contesto in cui queste opportunità non hanno ancora preso piede.
Le differenze rispetto l'utilizzo del computer e di internet nei diversi paesi non hanno necessariamente un impatto negativo sulla promozione delle ICT, in quanto possono attingere a livelli motivazionali degli insegnanti superiori rispetto a quelli meglio attrezzati.
Il raggiungimento degli obiettivi dell'iniziativa eEurope faciliterà automaticamente la cultura del eLearning e dell'apprendimento per tutto l'arco della vita.
In Italia la patente ECDL viene gestita dall'AICA, Associazione Italiana per l'Informatica ed il Calcolo Automatico, che assegna ai singoli centri informatici la qualifica di Test Center. L'AICA fa parte del Forum della Società dell'Informazione e membro del Council Of European Professional Informatics Societies. Nel 1999 l'AICA ha riconosciuto a DIDACTA, emanazione dell'ASPHI, il titolo di Test Center a statuto speciale, che può rilasciare ECDL esclusivamente a persone con disabilità. DIDACTA è stato autorizzato ad apportare modifiche operative nelle procedure standard del programma di formazione, previa opportuna sperimentazione debitamente documentata e notificata all'AICA. Non esiste un ECDL specifico per le persone con disabilità, bensì informazioni su come adattare il momento della formazione e dell'esame.
Dal 2001 l'ASPHI è diventata l'unico ente a livello nazionale, che fornisce le informazioni per conto dell'AICA, a tutti i centri informatici e alle persone con ogni forma di disabilità, per quanto riguarda la persona con disabilità visiva, questa ha la possibilità di dare gli esami, in tutto o in parte, direttamente all'ASPHI, così come presso uno dei circa 3000 Test Center in Italia.
Dal 2000 anche l'I.Ri.Fo.R. è riconosciuto come ECDL test center.
Dati rispetto al profilo delle persone che hanno ottenuta la ECDL presso i ECDL test center, non sono al momento disponibili.
L'I.Ri.Fo.R., nel corso di oltre 10 anni di attività ha organizzato numerosi corsi, per un totale di circa 1800 allievi. Molti di questi sono corsi di base, ma sono stati realizzati anche corsi avanzati e corsi su temi specifici.
La società dell'informazione tecnologia è parte integrante dei piani di azione della politica sia italiana, sia europea. Concetti generalmente condivisi come il "Life-long Learning", associati all'eLearning e alla diffusione delle tecnologie per la formazione rientrano pienamente nei programmi governativi.
In alcuni settori, come ad esempio quello della ECDL,
Il piano di azione incontra però problemi specifici, che potrebbero interferire con i valori dell'iniziativa.
Occorrono misure che si adattano alle diversità tra gli stati membri soprattutto in termini di cultura delle ICT. Per ciò che riguarda le infrastrutture
La problematica dell'accesso alla formazione relativo alle ICT da parte delle persone adulte in età tra 35 e 65 anni, i quali sono inoltre anche minorati della vista, va trattata in un ottica globale e non solamente specifica.
A livello europeo emergono contrasti tra l'enunciazione di principi generalmente condivisi da tutti come il "Life-long Learning", associati all'eLearning e alla diffusione delle tecnologie per la formazione, e dall'altra parte i fondamenti del trattato di Maastricht, che mettono in primo piano l'ottica del mercato e della moneta. Ogni iniziativa rivolta alla formazione permanente,
Dryden G., Garner S., (2000) Tillsley C.: Seeing a Future - L'esclusione sociale dei nonvedenti più anziani; Istituto Reale Nazionale per i Ciechi.
EPS Employment Support Practices Partnership (1999): Partenariato Innovativo Europeo per l'Occupazione- Prassi di supporto all'occupazione dei minorati della vista, in lingua italiana, I.Ri.Fo.R., Roma 1999
Mortellaro I.D. 1999, Dall'Europa della moneta all'Europa della conoscenza - La formazione per la qualità e la democrazia di ogni Paese, Insegnare vol. 5/99, Edizione Bruno Mondatori, Roma
Università Bocconi (2001): L'Italia digitale si avvicina all'Europa - Risultati dell'Osservatorio Internet I-Lab Bocconi, http://www.uni-bocconi.it/help/news/appuntamenti/stampa01-09-17.htm
Roncati R, Cicchetti G (2001): L'Italia in cifre - ISTAT Istituto Nazionale di Statistica, Roma
Walker, A. (1999) I principi e le potenzialità dell'invecchiamento attivo -Introduzione fondamentale al rapporto per la Conferenza della Commissione Europea sull'invecchiamento attivo. Bruxelles 15-16 novembre 1999.
FSI, Forum della Società dell'Informazione (2000), e-Italia - Un progetto per l'Italia e l'Europa, un contributo per la comunità internazionale, Editore Il Sole 24ore, Milano, ottobre 2000, http://www.governo.it/fsi/doc_piano/index.htm
Commissione per la Comunità Europea (2001): eEurope 2002 Benchmarking - La gioventù europea nell'era digitale, Brussels 2.10.2001 SEC(2001) 1583, http://europa.eu.int/information_society/eeurope/news_library/documents/education_staff_en.pdf
I.Ri.Fo.R. (1997): Ricerca socio medico statistica sui ciechi, I.Ri.Fo.R. Roma
ISTAT (2000): Forze di Lavoro-Media 1999, Annuario 2000, Roma
Le motivazioni all'educazione continua. Perché gli adulti frequentano i corsi di studio per tutto l'arco della vita De Camillis Stefano L. 14.000